The predictors

Sto leggendo questo libro: The predictors di Thomas Bass. Devo subito dire che non è scritto in maniera esaltante (sebbene su internet se ne trovino recensioni entusiaste, per quel che valgono). In realtà la storia si vende da sè, e se l'avesse raccontata un Ken Follett, probabilmente ne avrebbero già fatto un film.
Il libro racconta la storia di Doyne Farmer e Norman Packard, che agli inizi degli anni novanta hanno fondato a Santa Fe una compagnia per prevedere l'andamento dei mercati finanziari, ed ovviamente farci i soldi. I due tizi sono spesso menzionati come tra i fondatori della teoria del caos, e la "Prediction Company" (il fantasioso nome scelto per la compagnia) è stata tra le prime ad usare in maniera sistematica i mezzi della fisica dei sistemi complessi per cercare pattern nelle fluttuazioni dei mercati. Penso che adesso sia pratica diffusa.
Devo ancora finire di leggere il libro ma so che la compagnia esiste ancora, comprata da un'azienda che ora fa parte della banca svizzera UBS. Non so quanti soldi si siano fatti, ma probabilmente parecchi.
Come dicevo il libro di per sè non mi sta entusiasmando, pensato come un triller, più che come un saggio. Tuttavia penso che se non facessi plasmi, sicuramente avrei scelto la branca della fisica che va sotto il nome di "sistemi complessi", indipendentemente dalla possibilità di farci soldi. In realtà qualche anno fa avevo assisitito ad un seminario di "econofisica" e penso che la materia stia lentamente prendendo piede. Tutto sommato penso sia ovvio a chiunque che la famosa idea della mano invisibile di Adam Smith oggi giorno vada un po' rivisitata (a meno che non si assuma che la mano sia attaccata al governo USA...).
In ogni caso trovo estremamente interessanti questi argomenti, che poi spaziano molto, dai cellular automata, a self-organized criticality, a time series analysis, passando per lo studio dei sistemi dinamici. Chissà che qualcuno di questi tool non si possa applicare ai plasmi. Magari qualcuno ci ha già provato, ma sicuramente ora come ora non è vista come la strada maestra, nella comunità dei plasmi. Che io sappia ad esempio lo studio della turbolenza (fluida) attraverso la teoria del caos è stato tentato negli ultimi 30 anni, ma ha fallito miseramente.
Vabbè, volevo solo far notare come Feltrinelli sappia far bene il mestiere di vendere libri. Infatti la copertina della traduzione italiana è di gran lunga più stilosa di quella originale:




2 Comments:
Ma come Enrico, i plasmisti sono stati i primi a utilizzare se non gli inventori di molte teorie(tipo solitoni) che hanno a che fare con sistemi complessi!
Se prendi il Tajima, si parla di CA e lattice boltzmann applicati alla fisica dei plasmi. La stessa riconessione magnetica e' un processo di self-criticality (ci sono una serie di articoli del gruppo del maryland su questo) e self-similar (ancora tajima o l'ultimo prl di gianni). La standard map non e' altro che un leap-frog mover(il mio capo ha scritto un JCP). Ci sono interi libri su plasma e non-linear dynamics e complex systems.
1:00 AM
si,mi sono espresso male. Sapevo dell'esistenza di certi lavori (non sapevo pero' che fossero trattati sul tajima), ma la mia sensazione e' che siano ancora lavori di nicchia. Voglio dire, se vai all'APS, quanti di questi lavori trovi ?
Riguardo alla SOC ad esempio, mi pare che l'interesse fosse molto maggiore 10 anni fa, per dire, e adesso la bolla si sia un po' sgonfiata. Forse le speranze sono state un po' disattese.
Ma mi posso sbagliare. In ogni caso sono argomenti che per adesso metto nel cassetto, ma che mi riprometto di tirar fuori al piu' presto (anche solo come hobby).
Come va a berkeley ?
9:32 AM
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