Sunday, November 02, 2008

Università

Mi sono reso conto che la mia famiglia (io, Laura e Caterina) saremmo, in Italia, la famiglia tipo su cui si abbatterebbe la riforma della scuola e dell'università. Per chi non lo sapesse mia moglie fa l'insegnante in una scuola elementare. Io faccio il postdoc (precario, cioè a termine, come tutti i postdoc). Nostra figlia fa la bimba.
Quindi fossimo in Italia saremmo davvero nel mirino della Gelmini e Co.
Sulla scuola elementare non ne so molto (e sinceramente poco mi interessa). Quel che so, per osmosi, è che qui a Londra il maestro è unico, e le classi sono di 25-30 bambini. Tutti fanno un tempo quasi pieno, nel senso che le lezioni finiscono alle 15.15 ( e poi ci sono i doposcuola). Le insegnanti sono martoriate da continue ispezioni sulla qualità del loro insegnamento. Inoltre, pare che ogni paese vanti di possedere il sistema scolastico primario migliore al mondo. Ovviamente basta cambiare i parametri sui quali si giudica. Ed ovviamente fare una classifica lascia il tempo che trova. Per esempio il bambino italiano impara a leggere bene probabilmente prima del bambino inglese. Perchè me+la fa mela, ma la+ugh fa laff.
Parliamo invece di università. Va da se che ogni riforma che togli soldi invece di aggiungerne è sbagliata, controproducente, miope ed ignorante (l'Italia è stata recentemente bacchettata anche da Nature per questo decreto, definito "short-sighted").
La mia sensazione è che per fare un buona riforma dell'università, o anche solo per iniziare a muovere le cose nella direzione giusta, basterebbe mettere insieme in una stanza uno studente, un dottorando, un ricercatore, e forse anche un professore, e dargli carta e penna. Voglio dire che la mia sensazione è che tra chi lavora in università, possibili manovre miglioratrici sono stranote. Basterebbe dare loro la parola.
In ogni caso, secondo me (per quel che riguarda la ricerca, non intendendomi di didattica), tre cose sarebbero da fare prima di altre.
Primo, abolire i concorsi pubblici. In un paese dominato dal nepotismo e dallo scarrafonismo (ogni scarrafone...), il concorso pubblico (con vincitore noto prima), non solo è uno sperpero di denaro, ma da anche la cattiva sensazione che nell'università il merito non serva mai (il che è falso).
Due, se si da alle università il potere di assumere senza concorso, bisogna fermare il gettito di denaro a pioggia, ma dare i soldi solo a chi dimostra di meritarlo. So che questo è piuttosto difficile da mettere in pratica.
Terzo punto, a sostegno del secondo, far passare una norma che vieti di fare un postdoc nella stessa università dove si è fatto il phd. Molti giudicano questa cosa insensata, o troppo dura. Ma in un paese da moralizzare secondo me bisogna introdurre norme severe, che non servirebbero in altri paesi (infatti io faccio il postdoc proprio nella stessa università dove ho fatto il phd, ma qui non siamo in Italia). Fare anche solo 10-15 anni con questo meccanismo introdurrebe in Italia un sano ricambio e movimento intranazionale di persone, e scioglierebbe certi legacci al sistema.

Paris


Siamo tornati da una piccola vacanza a Parigi. Ovviamente è sempre molto bella, ed eviterò qui di fare il troppo ovvio confronto Parigi- Londra. Voglio però dire poche cose sul luogo comune: i parigini (o era i francesi ?) sono una manica di stronzi ultranazionalisti, che pretendono tu parli francese e fingono di non capire l'inglese.
E' un luogo comune, ovviamente: l'inglese loro non lo capiscono proprio. Purtoppo io non parlo francese, e sapere l'inglese a Parigi non basta.
Sulla questione del nazionalismo, purtroppo è un dato di fatto. Ad esempio al Louvre tutte le targhette delle opere sono scritte solo in francese. Il che toglie un po' il gusto, e non giustifica la spesa di 9 euro per la visita.
Comunque, a parte il freddo (Londra sì, ha un clima temperato...) è stato un bel break. Una cosa che accomuna invece i baristi di tutto il mondo, non solo Parigini, è che vanno in crisi quando gli si chiede solo un bicchiere di acqua calda (nel quale noi di solito inzuppiamo la pappa di caterina per scaldarla a bagno maria, quando mangiamo in giro). Vanno nel pallone completo. Non capiscono la procedura ("do it like a tea, without the tea bag"). E all'aeroporto di Vienna addirittura ci volevano fare pagare l'acqua calda. Ma si sa, i viennesi sono una manica di stronzi ultranazionalisti...

Monday, October 13, 2008

Nature


Qualche giorno fa ho assistito ad un seminario su "come pubblicare su Nature", tenuto da uno degli editori americani. Il responsabile della sezione astronomia, per la precisione. A parte il menarla col fatto che il 93 % degli articoli viene rifiutato, e che il tizio dice di leggersi 500 articoli l'anno (è pur quello per cui viene pagato, quindi io non mi lamenterei) quello che mi ha veramente colpito è che questo personaggio ha detto che il suo obiettivo (nella vita ?) è di rispondere ad ogni e-mail entro 10 minuti.
Ecco, io non ne sarei così orgoglioso ...

Sunday, October 05, 2008

The predictors


Sto leggendo questo libro: The predictors di Thomas Bass. Devo subito dire che non è scritto in maniera esaltante (sebbene su internet se ne trovino recensioni entusiaste, per quel che valgono). In realtà la storia si vende da sè, e se l'avesse raccontata un Ken Follett, probabilmente ne avrebbero già fatto un film.

Il libro racconta la storia di Doyne Farmer e Norman Packard, che agli inizi degli anni novanta hanno fondato a Santa Fe una compagnia per prevedere l'andamento dei mercati finanziari, ed ovviamente farci i soldi. I due tizi sono spesso menzionati come tra i fondatori della teoria del caos, e la "Prediction Company" (il fantasioso nome scelto per la compagnia) è stata tra le prime ad usare in maniera sistematica i mezzi della fisica dei sistemi complessi per cercare pattern nelle fluttuazioni dei mercati. Penso che adesso sia pratica diffusa.
Devo ancora finire di leggere il libro ma so che la compagnia esiste ancora, comprata da un'azienda che ora fa parte della banca svizzera UBS. Non so quanti soldi si siano fatti, ma probabilmente parecchi.
Come dicevo il libro di per sè non mi sta entusiasmando, pensato come un triller, più che come un saggio. Tuttavia penso che se non facessi plasmi, sicuramente avrei scelto la branca della fisica che va sotto il nome di "sistemi complessi", indipendentemente dalla possibilità di farci soldi. In realtà qualche anno fa avevo assisitito ad un seminario di "econofisica" e penso che la materia stia lentamente prendendo piede. Tutto sommato penso sia ovvio a chiunque che la famosa idea della mano invisibile di Adam Smith oggi giorno vada un po' rivisitata (a meno che non si assuma che la mano sia attaccata al governo USA...).
In ogni caso trovo estremamente interessanti questi argomenti, che poi spaziano molto, dai cellular automata, a self-organized criticality, a time series analysis, passando per lo studio dei sistemi dinamici. Chissà che qualcuno di questi tool non si possa applicare ai plasmi. Magari qualcuno ci ha già provato, ma sicuramente ora come ora non è vista come la strada maestra, nella comunità dei plasmi. Che io sappia ad esempio lo studio della turbolenza (fluida) attraverso la teoria del caos è stato tentato negli ultimi 30 anni, ma ha fallito miseramente.

Vabbè, volevo solo far notare come Feltrinelli sappia far bene il mestiere di vendere libri. Infatti la copertina della traduzione italiana è di gran lunga più stilosa di quella originale:

Saturday, October 04, 2008

A rieccoci


Provo, forse per la terza volta, a resuscitare il blog.
Forse necessita solo un restyling nei post. Post più corti, meno filosofeggianti, meno politici, più riflessioni secche e dritte al punto.
Non ci riuscirò mai.
Comunque, un piccolo aggiornamento, per coloro ai quali interessasse.
Da come si evince dalla vignetta, ho ufficialmente iniziato il postdoc, qui a QM.
Devo ancora difendere la tesi, quindi per ora c'è poco da festeggiare, ma devo dire che la sola sottomissione (o come diavolo si dice in italiano) regala un euforia provata in poche altre circostanze. Soprattutto, perchè poichè nel contratto che ho firmato per il postdoc c'era una piccola postilla che diceva, in breve, niente soldi finchè non sottometti, nell'ultimo mese ho lavorato come un muletto per mettere insieme qualcosa di presentabile.
Vedremo cosa ne pensano i due esaminatori al viva. Il Viva, short for vivavoce, è come sti cretini di inglesi si sono inventati di chiamare la discussione della tesi.
ps ho letto che Diario è di nuovo in edicola, 100 pagine, quindicinale. Ovviamente lo consiglio a tutti, così, a scatola chiusa. Ho anche letto che l'abbonamento estero viene sui 200 euro. Ci devo pensare. Tengo famiglia.

Saturday, November 24, 2007

I'm back !




Bene, dopo più di due mesi torno ad aggiornare il blog. Avrei parecchie cose da scrivere. Invece segnalo solo la sovrastante mappa, con i posti dove sono stato.
Per vederla meglio:
http://www.tripadvisor.com/MemberProfile?uid=5B235B5B54DB09EE4EB7EA73D2386D11&c=pt
Praticamente nel poco tempo libero non ho trovato di meglio da fare che mettere i pallini sulla mappa. E' un gran bella soddisfazione, però un sacco di posti sono sicuro di averli dimenticati (che poi forse è giusto anche così, se in un posto non ricordi di esserci stato, è come non esserci stato). Però a volte è solo difficile ricordarsi i nomi...
Amici di tanti viaggi, mi rivolgo a voi ! Fatemi sapere se ho tralasciato qualcosa di veramente importante (tipo il lago balaton, che però non risulta come posto geografico....)

Wednesday, September 05, 2007

Hai fatto strike !!


Quei fannulloni della metro sono in sciopero, cosi' ieri non sono andato all'Uni (poco male..."lavoro da casa"). Oggi invece ho voluto provare l'ebrezza di andarci in bus (sara' mica uno scioperino a fermare uno stacanovista come me).
Ci ho messo 2 ore, pero' il giro nella City e' molto turistico. La prossima volta che viene qualcuno a trovarmi gli consiglio di farsi un giro sul 205. Double-deck. Ovviamente bisogna accappararsi il posto panoramico al piano sopra. Se no si scende e si aspetta quello dopo.
Cambiando argomento, qualche tempo fa avevo provato a mettere su Amazon dei libri di fisica che avevo comprato in gioventu', in un raptus di follia (e con la sovvenzione del politecnico), quando ancora pensavo che da grande avrei voluto fare particelle elementari. Ancora non conoscevo il magico mondo dei plasmi, e soprattutto non sapevo che lo studio delle particelle elementari e' piu' simile alla zoologia che alla fisica (come la intendo io).
Bhe', sta di fatto che dopo 60 giorni i libri erano ancora invenduti, e li ho ritirati.
Ieri pomeriggio ho giocato di nuovo a fare il libraio, cosa che da' una certa soddisfazione, un po' quando da piccolo facevi il banchetto delle cose da vendere. Cosa che non ho mai fatto, ovviamente, ma e' un'immagine ricorrente dell'infanzia, forse i cartoni ci hanno spillato per anni questa immagine nell'intento di diffondere propaganda capitalista filo-americana. Agli storici l'ardua sentenza. Sto divagando.
Ho messo in vendita Harry Potter, settimo volume, edizione per bambini, hardback (che il paperback deve ancora uscire, ovviamente). Se uno ora si sta chiedendo perche' disponessi di tale libro, e' una storia che ha a che fare col fatto di vivere con la madre di tua figlia la quale (figlia) passa mediamente dalle 4 alle 6 ore al giorno attaccata al seno (della madre).
Ci si e' voluti finalmente disfare del tomo, non per vergogna, ma perche' tutti gli altri Harry Potter sono belli esposti, nella libreria dia casa, in edizione paperback, e l'hardback proprio stona.
Comunque nel giro di poche ore ho incassato le mie 5,50 sterline e venduto il best-seller.
Che soddisfazione.

Sunday, August 19, 2007

Creatività





A volte mi viene voglia di mettermi lì e scrivere un libro. Ovviamente avendo molta poca creatività letteraria non si potrebbe trattare di un romanzo. E questa è l'unica cosa che so della mia idea di scrivere un libro. Infatti a volte mi metto a pensare su che diavolo potrei mettermi a scrivere un libro. Il che non è certo un bell'inizio. Chissà a quelli che scrivono libri come saltano fuori le idee. Però, pur non avendo un tema fisso, a volte mi viene un forte desiderio di comunicazione, di dire la mia ad un grande pubblico e, non da sottovalutare, il desiderio di farmici pure i soldi. Bhè non troppi, solo se inventi Harry Potter puoi davvero dire di esserti fatto i soldi scrivendo libri. Ma a ben pensarci ci sono un sacco di pseudo-saggi pseudo-scientifici che vendono un sacco, ed insomma qualcosa devono fruttare. Tipo Dawkin. Che per altro non ho mai letto, ma mi sta un po' sulle balle. Perchè fa titoli con i quali poi è troppo facile vendere (se trovi qualcuno che ti pubblichi), tipo "the God delusion", con il quale le librerie tappezzano gli scaffali della sezione Scienza.


Oppure ci sono tutta una serie di libri che snocciolano gigantesche teorie fisiche in poche pagine zeppe di metafore e paragoni poco azzeccati. Come Hawking (che invece ho letto).


No, la divulgazione spicciola non è il mio campo. E non perchè io non abbia la grandezza di Hawking. Secondo me quei libri lì li può scrivere un professore del liceo. Ma perchè se scrivi quella roba allora secondo me è chiaro che lo scopo diventa proprio solo farsi due soldi.


Io sarei più per scegliere quattro, cinque temi magari non particolarmente collegati, ma che mi stiano abbastanza a cuore, e semplicemente dire come la penso io. Secondo me se uno scrive bene, sensato, con un po' di humor e logica, non vedo il motivo per cui non potrebbe uscirne un libro leggibilissimo. Una roba da metro magari, mica un capolavoro. Ma sarebbe una bella soddisfazione.

Allora dico quali sono i miei temi e poi la chiudo qui (non certo per iniziare a scrivere il libro, chissà se avrò mai le palle).

Tutto ovviamente deve partire da Berlusconi. E' brutto dirlo, ma la mia generazione è figlia del berlusconismo. Senza ovviamente metterla troppo in politica, che stufa subito e passi anche per rivoluzionario (o reazionario, dipende). Poi magari si approda alla morale. Alla scuola, e alla ricerca. Al perchè si studia la scienza e alla sua utilità o inutilità. Magari un confronto con altre robe che sono da sempre ritenute più utili, tipo l'economia. Ultimo tema, con slancio verso il futuro: dove stiamo portando il pianeta, con appendice sulle energie rinnovabili, e grande rilancio del nucleare.


Basta.

 

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