Sunday, January 07, 2007

Di tutto un po'


Devo dire che dopo 28 (inutili) post, questo blog non ha ancora preso una direzione precisa. Sempre che una direzione debba prenderla. Voglio dire, basta guardarsi intorno (nel web, dico) e si incontrano una marea di blog. Non è una cosa che faccio spesso, quella di cazzegiare per la rete alla lettura di blogs altrui, perchè la trovo una cosa perversa, in qualche modo sintomo di una malattia della quale purtroppo molti sono già affetti senza riconosocerlo. Comunque molti blog sono "a tema". Per altri l'unico tema è qualcosa del tipo "mie riflessioni a caso, che vale la pena essere condivise perchè io (autore del blog) mi reputo una persona intelligente". C'è, dietro questo filo conduttore, la mania nota col nome di barbaraspinellismo. Ovvero la repressione di voler fare l'editorialista di successo, nella vita, invece che l'impiegato (per esempio). Devo dire che tale mania è molte volte supportata da argomenti non del tutto privi di senso, del tipo "se Mina può scrivere in prima pagina sulla Stampa, potrei anch'io. Se solo mi chiamassi Mina."
Comunque sto divagando. L'idea del blog mi era venuta perchè pensavo che potesse essere interessante avere uno spazio dove raccontare la mia vita di giovane dottorando in terra londinese. Poi in realtà mi rendo conto che ho scritto molto poco di Londra, e molto dell'Italia, e che il più delle volte i post hanno preso una vaga connotazione politica. Bhè, non ci posso fare niente, fa parte di me.
In questo ultimo periodo mi è presa poi una mania pazzesca (meglio, una voglia) di "acculturarmi". Non so se dipenda dal lavoro che faccio, o dalla città in cui vivo. Forse entrambi. Per acculturarmi intendo in generale informarmi su fatti o nozioni non direttamente connesse col mio "lavoro" (tra virgolette perchè essendo io formalmente nella condizione di studente non posso ancora parlare di lavoro. Infatti percepisco una borsa di studio, e non uno stipendio. Netta differenza). Altra questione (che non ho mai affrontato sul blog, e forse prima o poi lo farò) è cosa effettivamente sia il mio *lavoro*. E' maledettamente complicato da spiegare, se uno non si accontenta della definizione: studio + ricerca. E dell'idea che un paese moderno, civile, tecnologico accetta di buon grado di mettere a busta paga gente il cui scopo è studiare + ricercare. Quindi va da se che, seguendo l'idea che uno fa quello che gli riesce meglio, la mia idea di "acculturarmi" è in buona parte un appendice di come passo la magior parte della mia giornata.
Ma dicevo che forse dipende anche un po' da Londra. E finalmente arrivo a parlare di questa città. Credo ci siano molte angolazioni da cui apprezzare questa immensa metropoli. E molto, come al solito, dipende dal modo in cui la si vive. Voglio dire che sicuramente lo studente universitario 19enne parlerebbe ora dell'incredibile vita notturna, che a me sinceramente sfugge un po' (e alla quale a dirla tutta non sono neanche molto interessato).
La cosmopolicità (?!) è sicuramente il primo carattere che salta all'occhio al neofita. Ma è anche il più noioso, quindi non ne parlo, anche perchè è scontato (gli innumerevoli vantaggi di vivere in una città dove si parlano 140 lingue...vabbè..).
Il lato che in questo periodo però mi salta più all'occhio, e per il quale sono entusiasta di vivere qui è che questa città è davvero una fucina di cultura. Mammamia, come è uscita male ! Voglio dire, musei (gratuiti, perlopiù), mostre, biblioteche. Certo, probabilmente è una caratteristica comune di ogni grande capitale. Qui mi sembra che tutto cio' sia veramente facile da vivere. Sia tutto lì a portata di mano, e bisogna solo scegliere cosa e quando, e tuffarcisi.
Poi ci sono questi immensi bookshop, che lo so che uno mi verrà a dire che uccidono la tradizione del piccolo libraio di fiducia (saprete meglio di me che ha chiuso anche Lattes !!), ma a me piacciono un casino. Ci vai dentro e ci passi 2, 3 ore. Graspi qualche rivista di interesse e qualche libro, vai al bar (Starbucks, usually), ti prendi un cappuccino e ti leggi quel che più ti aggrada, aggratis. (So che detto così sembra più un discorso da rabbino, che da sete di cultura...).
Sabato scorso ci abbiamo passato un buon pomeriggio, Laura leggendo riviste del tipo "I'm pregnant!" (trimestrale, 5 sterline), e io Nature (mensile, credo, 10 sterline).

E ora che foto ci metto ?? Hyde Park ? Hyde Park.

3 Comments:

Anonymous Anonymous said...

Secondo me il blog è lo specchio di come è una persona.
Ovvio ci sono blog come quello di grillo letti da tutti, ma per chi vive in italia leggere le due righe che scrivi è un modo informale per sapere cosa ti frulla per la testa e per salutarti.

Invece di stare li a chiaccherare con Skype o scrivere mail, dato che tra amici più stretti e genitori uno è oberato trovo il blog un buon modo per un amico di leggere qualcosa di te e Laura e nel frattempo salutarvi

ciao ciao marco

1:53 PM

 
Blogger enrico said...

ciao Marco, un saluto anche a te.
si in effetti l'idea del blog e' un po' quella li. Solo non capisco come fa certa gente a scrivere roba tutti i giorni nel proprio blog. Io non riuscirei, per mancanza di tempo e, sinceramente, anche per la mancanza di argomenti.

stammi bene.

2:16 PM

 
Blogger Pier said...

ciao enry...
altro che se e' importante questo blog, sapere davvero che ti frulla per la testa e' oltrecheinteressante, un modo per tenersi in contatto. Altri miei amici sono partiti per l'estero, e con le email ci si e' un po' persi per strada, anche per colpa mia, letterafobico anche senza supporto cartaceo, ed ora non so piu' nulla di loro, purtroppo, invece col blog a parte il "sto bene e tu che fai?" puoi veramente far vedere uno scorcio di te, piu' o meno ampio...
(chissa' se Calchi ne iniziera' mai uno suo?)
Insomma continua a scrivere please, e salutoni a Laura e a Carlo, che purtroppo non son riuscito ad incontrare per la caccia al lupo-orso in california, giusto il week-end in cui arrivava mia sorella... vabbe' spero comunque se la sia spassata a san francisco...

ciauuuuuuu

6:27 AM

 

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